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“Tutte le storie gloriose hanno ostacoli”, l’analisi della settimana rossnera

DiRedazione

Apr 15, 2024

Tutte le storie gloriose hanno ostacoli, apparentemente insormontabili, da superare, per un lieto fine anche pirotecnico magari, ma qui si esagera decisamente:

la Nocerina, reduce da 13 risultati utili, ha cominciato, il 7 aprile 2024, una partita a Monopoly dove, però, ad ogni casella c’è un imprevisto che dimezza il montepremi virtuale, invece delle solite divertenti proposte del gioco da tavolo statunitense.È come se i rossoneri fossero passati dall’essere la hit del momento ad una cover di un Al Yankovic di provincia, da una Broadway stellata ad una recita scolastica senza pubblico.È una vera e propria scena del crimine, infatti, quella isolana, dove l’undici di Nappi, in piena crisi identitaria, ha deciso di fare harakiri in piazza pubblica, passando dal vantaggio di Guida, estroso siluro da cineteca, frutto di un atteggiamento quantomeno positivo fino ad allora, al farsi rimontare negli ultimi 15 minuti da un Atletico Uri giganteggiante a larghi tratti.Liurni e compagnia sembravano controfigure di loro stessi, spentisi dopo una rete che a qusto punto sembra fortuita, vista la verve poca incisiva sotto porta degli undici Nocerini, in una gara in cui il panorama contadino sardo, di ovini e pastori, ha entusiasmato più del club di Piazzale Diaz.Siamo tornati in un incubo, come in un’opera grottesca di fine ‘800, in stile Malavoglia, dove la sfortuna, molto meno ipovedente della fortuna, colpisce con fendenti niente male un corpo già martoriato da pressioni e stress, causati da una stagione quantomeno singhiozzante finora.In una calcistica puntata di Terra Amara, vediamo una Nocerina abulica, di nuovo, incapace di affondare, di divertirsi e di divertire, spenta, come se quella vista per 13 gare di fila fosse un puro ologramma, un sogno in dormiveglia oppure una piccola illusione provinciale, come una nevicata all’inferno.Risultato che abbassa il morale della compagine molossa, che vede sgretolarsi sotto i piedi il terreno stoicamente conquistato.Onore e plauso a chi, come me anche, segue la Nocerina al di là del risultato, di chi la gestisce, di come la gestisce e della categoria di militanza, quasi fosse un Credo, una Religione oppure uno stile di vita, un’estensione dello stesso essere e sentirsi figli delle due Nocera, nonostante tutto.Però, excursus romantico a parte, la cronaca ci impone realismo e osservazione, fattori che ci lasciano poco su cui discutere:Atletico Uri batte Nocerina per due reti a una.Allora mi chiedo: momento di sbandamento o semplice sfortuna?Sarà il tempo, più concreto delle milioni di parole finora spese, a definire e plasmare una risposta più che adeguata.

Felice Vicidomini