CURVA SUD: IL TIFO? L’ARMA IN PIÙ DEI MOLOSSI

Quando si pensa al movimento ultras italiano, generalmente lo si collega al calcio, nato intorno agli anni ’70 e su ispirazione anglofona… Ecco, Nocera fa eccezione perchè, oltre ad essere il primo centro abitato del Mezzogiorno, la fu Nuceria può fregiarsi anche del titolo “ad honorem” di antesignana del movimento ultras. Perchè? Ora lo scopriamo insieme.
È l’anno 59 d.C. e in Campania, come in tutto il mondo ai tempi conosciuto, c’erano a governare i Romani; beh, lo sport preferito dei Romani era la lotta, famose infatti le arene come a Verona o lo stesso Colosseo. Ecco, Nocera, Nuceria anzi, già dai tempi molto legata allo sport, viveva delle lotte tra uomini seminudi e muscolosi, pagati poco e male e che, anzi, lottavano soltanto per continuare a vivere.
Nuceria aveva già dato i natali a Spartaco, conoscete, no? Quello famoso a cui hanno dedicato anche la fortunatissima serie drama a cura di Warner Bros. Ecco, Spartaco attirava, attirava eccome le folle, ma non solo lui, infatti Tacito ricorda come in quell’anno, il 59 d.C. per intenderci, durante uno spettacolo di gladiatori nell’anfiteatro di Pompei, iniziarono alcuni screzi tra gli abitanti di Pompei e quelli di Nuceria Constantia. I primi erano infatti ancora risentiti per la deduzione a colonia di Nuceria Alfaterna, a svantaggio della vicina Pompei, che perse così parte del suo territorio agricolo. Durante i giochi, dalle ingiurie si passò alle sassate e poi alle armi. Alla fine dei tumulti prevalsero i pompeiani, mentre furono soprattutto i Nocerini i più danneggiati, con molti di essi che rimasero uccisi o tornarono a casa feriti, ma non prima di aver dato alle fiamme la Città di Pompei, in una vera strage. L’imperatore Nerone portò la vicenda al Senato romano e venne deliberata la chiusura dell’anfiteatro pompeiano per dieci anni e lo scioglimento dei collegia; il senatore Livineio Regolo, organizzatore dei giochi, e gli altri incitatori della rissa vennero esiliati. L’interdizione dell’Anfiteatro fu poi ridotta a soli due anni, probabilmente per l’intervento di Poppea, che pare possedesse una villa da quelle parti (le è stata attribuita quella rinvenuta a Oplonti, a Torre Annunziata). Oppure, forse influì anche il terremoto di Pompei del 62.
Da Pompei provengono diverse testimonianze archeologiche relative all’avvenimento. La più famosa riguarda l’affresco Rissa nell’anfiteatro scoperto nella casa di Aniceto, meglio nota come Casa della pittura dell’anfiteatro o Casa della rissa nell’anfiteatro, uno dei pochi che mostra un’ambientazione realistica ed un episodio storicamente accertato: è ritratto fedelmente l’anfiteatro di Pompei, con le mura della città alle sue spalle e le due torri, da cui viene calato il velum per proteggere gli spettatori dai raggi solari; alla destra è raffigurata la grande palestra con piscina centrale.
La passione Nocerina, però non terminò lì, infatti negli anni si sono susseguite associazioni legate all’atletica o alla lotta libera, fino a giungere al 1910, quando si costituì l’Associazione Giovanile Nocerina, voluta da un uomo eclettico a dir poco, tale Generale Carlo Cattapani, colonnello di fanteria e Rosa Malinconico dei Marchesi di Cordova, giramondo “originario” di Casolla. Un suo pronipote, Massimiliano Cattapani, cantante genovese, è l’ennesima testimonianza di quanto il patrimonio nocerino sia presente ed importante in Italia (Don Backy era di Pecorari, Nocera Superiore, e Coez è nato, invece all’Umberto I, per citarne solo due tra i tanti). Proprio a Genova, il loro famosissimo faro porta una targa dedicata a Buscetto, anch’egli ovviamente Nocerino.
Dal 1910, allora Nocera Superiore e Nocera Inferiore hanno canalizzato, complice anche Mussolini e l’imposizione del calcio (e del ciclismo) come sport di stato, la loro identità verso il calcio. Per i veri movimenti ultras, come ad esempio i Mastiffs per dirne solo uno, bisogna aspettare gli anni 70-80, quando anche a Genova, Milano, Roma e Napoli iniziavano a farsi vedere striscioni legati a gruppi organizzati, spesso politicizzati, su ispirazione inglese ( dove c’erano hooligans, skinheads e ultras movements).
Oggi, la Curva Sud Silvio Adinolfi è un vero e proprio incentivo, l’uomo in più nelle gare più critiche, anche e soprattutto in trasferta, dove, con mille sacrifici, giungono solo per aiutare i molossi in campo, a spingere la palla in goal.
Nocera: da sempre passionale, per sempre passionale!
Felice Vicidomini
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