I NUMERI 7 CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA NOCERINA

Nel calcio i numeri tra cabala, numerologia e misticismo rappresentano una parte fondamentale di questo meraviglioso sport.
Tra i numeri che hanno sicuramente più fascino tra i tifosi nel calcio è sicuramente il numero 7, che occupa sicuramente tra i primi posti del gradimento di coloro che seguono il calcio. Perché è vero che da quando si incomincia a dare i primi calci a un pallone si sogna di indossare la maglia numero 9 o 10, ma sicuramente la maglia numero 7 occupa uno dei primi posti nel gradimento di chiunque abbia giocato a calcio.
Perché la maglia numero 7 attrae cosi tanto coloro che seguono il calcio? Probabilmente sarà perché è stato indossato da campioni unici o differenti dagli altri, sotto ogni aspetto.
Questi campioni hanno permesso di fare imprimere su magliette o gadget o nella mente di tantissimi tifosi il numero 7. Solitamente scelto da un giocatore di fascia che ha sempre acceso la gioia e il tifo dei tifosi perché l’atleta con più tecnica e più estro.
Anche a Nocera abbiamo avuto dei calciatori che hanno indossato la maglia numero 7 e hanno saputo farsi gioire al San Francesco facendoli diventare degli idoli di noi tifosi molossi..
I calciatori simbolo che hanno indossato la maglia numero 7 e che sono diventati idoli del San Francesco sono quattro negli ultimi sessanta anni e li elencherò in cronologia di stagione calcistica. Di chi stiamo parlando? Cerchiamo di scoprirlo insieme. Ecco i numeri 7 più forti della storia degli ultimi sessanta anni della Nocerina.
- SANDRO MAGNINI
Sandro Magnini era un calciatore che correva tanto e che non si risparmiava durante una partita.. La Nocerina lo acquistò dal Benevento nella stagione 1979/1980 e ha vestito i colori rossoneri per quattro campionati. E’ stato uno dei migliori calciatori della Nocerina di Lamberto Leonardi 1981-1982 che fu defraudata della promozione in serie B da parte della Lega e della giustizia sportiva. Magnini è sempre risultato un calciatore prezioso per la squadra e ha sempre dimostrato un attaccamento viscerale per i colori rossoneri.
- GIANNI ROCCOTELLI
Gianni Roccotelli era velocità, assist in quantità industriale, ma soprattutto, dribbling mai visti prima, non irridenti e mai di troppo. Roccotelli è stato il maestro italiano della rabona, magia per pochi: la gamba d’appoggio si flette, l’altro piede lo aggira e zacl, colpisce il pallone per un tiro o un cross o un passaggio. Artista supremo del genere era Lui, l’altissimo Diego Maradona, ma tanti campioni si sono esibiti. A Nocera, Giovanni Roccotelli su punizione contro la Juve Stabia in Coppa Italia. Venne giù lo stadio
- ANGELO DI LIVIO
In campo dava l’anima e macinava chilometri su chilometri sulla fascia, preferibilmente quella destra. Baricentro basso e gran controllo di palla. Angelo Di Livio era un avversario scomodo per i terzini avversari, spesso disorientati dalle sue finte, e sapeva fornire assist preziosi per i suoi compagni. Per il suo stile di corsa,, che lo portava a muoversi freneticamente, le sue corte braccia lungo i fianchi, tanto da somgliare ad un soldato, si guadagnò il soprannome di “Soldatino”, con il qaulle venne universalmente riconosciuto.
- ANDREA PALLANCH
Chiedi di Andrea Pallanch ad un tifoso della Nocerina e gli vedi in volto un sorriso.. Chiedi della Nocerina ad Andrea Pallanch e gli susciti la stessa reazione. Perchè Pallanch non è stato un giocatore della Nocerina, bensì un capitano, o meglio il capitano per antonomasia. Pallanch ha, trascinato la Nocerina dal Campionato Nazionale Dilettanti fino ad un passo dalla B. Pallanch è stato il perno del centrocampo rossonero durante l’era Del Neri e quella Simonelli, riuscendo ad esprimersi al meglio indistintamente
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