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Le stelle del passato: Felice Evacuo, 16 gol per far innamorare Nocera

Pubblicato il 26 Agosto 2026 alle 19:35

Prosegue il viaggio di NocerinaLive nella memoria rossonera con “Le stelle del passato”, la rubrica dedicata ai protagonisti che hanno lasciato un segno nella storia della Nocerina.

Dopo aver raccontato figure di epoche differenti, da Roberto Chiancone, il recordman della Nocerina fino a uomini più vicini ai nostri giorni, oggi i riflettori si accendono su Felice Evacuo, attaccante che ha vestito la maglia della Nocerina nella stagione 2012/2013 lasciando un ricordo fortissimo nel cuore del popolo molosso.

Bastò un solo campionato, infatti, per trasformarlo in uno degli attaccanti più amati degli ultimi anni rossoneri.

Felice Evacuo, un centravanti vero

Nato a Pompei nel 1982, Felice Evacuo è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della Turris.

Attaccante di ruolo, forte fisicamente ma al tempo stesso intelligente tatticamente, nel corso della carriera ha dimostrato di poter interpretare più compiti all’interno del reparto offensivo.

Poteva giocare da centravanti puro, facendo reparto da solo, ma anche da terminale in un attacco a due o da riferimento avanzato capace di far salire la squadra e favorire gli inserimenti dei compagni.

Era il classico attaccante che gli allenatori amano avere: generoso, concreto, abile nel gioco aereo, efficace in area di rigore e capace di legare il gioco anche spalle alla porta.

Dalle giovanili della Turris all’esordio in Serie A

Prima di diventare uno degli attaccanti più affidabili delle categorie professionistiche, Evacuo riuscì anche a togliersi la soddisfazione di esordire in Serie A con la Lazio.

Un passaggio importante, che racconta come il suo talento fosse stato notato fin da giovane.

La sua carriera, però, avrebbe trovato la sua dimensione ideale soprattutto tra Serie B e Serie C, campionati nei quali Evacuo è riuscito a costruirsi una reputazione solidissima, segnando con continuità e diventando un attaccante rispettato ovunque.

Negli anni ha indossato tante maglie e in diverse piazze del Sud è stato accolto come un vero e proprio bomber di categoria superiore.

L’arrivo alla Nocerina

Nella stagione 2012/2013 il suo cammino incrocia quello della Nocerina.

I rossoneri sono reduci dalla retrocessione dalla Serie B e ripartono dalla Prima Divisione, con l’obiettivo di vivere un campionato importante e provare a restare protagonisti.

In quell’organico, Felice Evacuo rappresenta da subito una certezza.

Non un attaccante da scoprire, ma un calciatore già formato, già abituato alla pressione e soprattutto già in grado di garantire peso offensivo.

Il suo impatto a Nocera è immediato.

Il pubblico del San Francesco capisce presto di avere davanti un attaccante completo, uno di quelli che non aspettano soltanto il pallone giusto ma partecipano alla manovra, lottano con i difensori e sanno essere decisivi quando conta.

28 presenze e 16 reti: numeri da bomber

La stagione di Evacuo con la Nocerina si chiude con 28 presenze e 16 gol in campionato.

Numeri pesanti.

Numeri da centravanti vero.

Numeri che spiegano da soli perché il suo nome sia ancora oggi ricordato con affetto dai tifosi molossi.

Segnare sedici reti in una sola stagione significa non soltanto avere fiuto del gol, ma anche rappresentare un riferimento costante per la squadra.

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Evacuo lo fu.

In un campionato lungo e complesso, la Nocerina sapeva di poter contare su un attaccante capace di risolvere le partite, reggere l’urto delle difese avversarie e trasformare in gol anche i palloni più complicati.

Il bomber che faceva reparto da solo

Uno degli aspetti più apprezzati dai tifosi rossoneri era proprio il modo in cui Evacuo interpretava il ruolo.

Non era soltanto un finalizzatore.

Era un attaccante capace di fare reparto da solo.

Sapeva proteggere palla, far salire la squadra, dialogare con i centrocampisti e poi presentarsi lucido e puntuale negli ultimi sedici metri.

Quando la Nocerina faticava a uscire dalla pressione avversaria, bastava spesso cercare Evacuo per ritrovare respiro.

Ed è proprio questa completezza che lo rese così importante.

Non era un bomber “statico”, in attesa del cross o della giocata altrui.

Era un centravanti dentro la partita dal primo all’ultimo minuto.

Un aneddoto che racconta bene il suo impatto

C’è un aspetto che più di altri racconta il rapporto nato tra Evacuo e Nocera.

Pur avendo indossato la maglia rossonera per una sola stagione, il suo nome è rimasto impresso come quello di un attaccante rimasto molto più a lungo.

È un dettaglio che nel calcio conta tantissimo.

Per entrare davvero nel cuore di una tifoseria non bastano i numeri: serve empatia, serve personalità, serve la sensazione che un giocatore stia dando tutto per quella maglia.

Evacuo riuscì a trasmettere proprio questo.

Ogni gol aumentava il feeling con il San Francesco, ma ancor più delle reti colpivano il sacrificio, la presenza costante dentro la gara e quel modo di guidare l’attacco quasi da leader naturale.

Una carriera lunga e ricca di gol

Dopo l’esperienza con la Nocerina, Evacuo ha proseguito il proprio percorso vestendo altre maglie importanti, confermando anche altrove la sua statura di attaccante affidabile e di grande esperienza.

Nel corso degli anni ha giocato, tra le altre, anche con Avellino, Juve Stabia e Benevento, lasciando tracce significative in diverse piazze campane.

Anche questo rappresenta un elemento curioso della sua carriera: poche punte sono riuscite a incidere in tante realtà del calcio meridionale mantenendo sempre intatta la propria credibilità.

Evacuo è stato uno di quei centravanti che difficilmente deludono.

Perché magari non facevano sempre notizia, ma alla fine dell’anno i gol arrivavano quasi sempre.

Il ritorno da avversario e l’affetto rimasto intatto

Nel calcio capita spesso che un giocatore amato da una piazza, una volta andato via, torni da avversario.

Non sempre l’accoglienza è benevola.

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Nel caso di Evacuo, invece, a Nocera è rimasto soprattutto il ricordo positivo.

Perché al di là delle successive esperienze altrove, ciò che ha lasciato in rossonero è rimasto intatto nella memoria dei tifosi.

Ed è questo forse il segnale più bello: essere ricordato con simpatia e rispetto nonostante una permanenza breve.

Vuol dire aver lasciato davvero qualcosa.

Un solo anno, ma abbastanza per restare

La storia di Felice Evacuo con la Nocerina dimostra che non servono necessariamente tante stagioni per entrare nei ricordi di una piazza.

A volte basta un anno fatto bene.

Un anno di gol.

Un anno di lavoro.

Un anno vissuto con personalità e spirito di sacrificio.

Evacuo fece esattamente questo.

Con 16 reti in 28 partite si prese il ruolo di bomber della Nocerina 2012/2013 e, al tempo stesso, riuscì a entrare stabilmente nella memoria recente del popolo molosso.

Felice Evacuo, una stella del passato rossonero

Felice Evacuo appartiene a quella categoria di attaccanti che i tifosi ricordano volentieri.

Per i gol, certo.

Ma anche per il modo di stare in campo.

Per la serietà.

Per la sensazione di affidabilità che trasmetteva ogni domenica.

A Nocera è rimasto un solo campionato.

Ma quel campionato è bastato per farne uno dei bomber più apprezzati degli ultimi anni rossoneri.

Ecco perché, a pieno titolo, Felice Evacuo merita un posto tra le stelle del passato della Nocerina.

Alessandro La Torraca

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