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Le stelle del passato: Paolo Gregoric, il terzo uomo del tridente della Nocerina 1987/88

Pubblicato il 19 Agosto 2026 alle 20:38

Prosegue il viaggio di NocerinaLive nella memoria rossonera con “Le stelle del passato”, la rubrica dedicata ai protagonisti che hanno attraversato epoche differenti della storia della Nocerina.

Dopo aver raccontato Gaetano Musella, il genietto offensivo della Nocerina e Girolamo “Mino” Bizzarri, completiamo idealmente il racconto del reparto avanzato della formazione rossonera della stagione 1987/88.

Il protagonista di oggi è Paolo Gregoric, l’uomo forse meno appariscente di quel tridente, ma tatticamente prezioso e capace di lasciare comunque il proprio segno con 5 reti in 25 presenze di campionato.

Paolo Gregoric, da Trieste fino a Nocera

Nato a Trieste il 10 luglio 1963, Gregoric si forma calcisticamente nella Triestina.

Gran parte della sua carriera si sviluppa nel Nord Italia, rendendo ancora più particolare la parentesi vissuta a Nocera, una delle esperienze geograficamente più lontane dalle piazze nelle quali aveva abitualmente costruito il proprio percorso calcistico.

Prima dell’arrivo in rossonero Gregoric aveva già assaporato anche il grande calcio.

Nel 1985 arriva infatti l’esordio in Serie A con l’Udinese, traguardo importante per un attaccante che nel corso della carriera avrebbe saputo adattarsi a differenti compiti offensivi.

La Nocerina 1987/88 di Vincenzo Montefusco

Nella stagione 1987/88, Gregoric approda alla Nocerina, inserendosi nella squadra allenata da Vincenzo Montefusco.

Ed è proprio analizzando la disposizione offensiva di quella formazione che emerge maggiormente l’importanza del suo contributo.

Al centro dell’attacco c’era Mino Bizzarri, centravanti e principale riferimento dentro l’area di rigore.

Alle sue spalle agiva Gaetano Musella, fantasista dotato della qualità necessaria per creare gioco e trovare la soluzione imprevedibile.

A completare il reparto c’era proprio Paolo Gregoric.

Tre giocatori differenti, tre funzioni complementari.

Gregoric, l’equilibratore del tridente

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Gregoric non era necessariamente il calciatore destinato a catturare per primo l’occhio del tifoso.

Ma proprio qui risiedeva buona parte della sua importanza.

Era una seconda punta capace di sacrificarsi, di muoversi senza pallone e di partecipare alla fase di non possesso, garantendo equilibrio a un reparto nel quale Bizzarri e Musella avevano inevitabilmente maggiori responsabilità nella costruzione e nella finalizzazione delle azioni offensive.

Gregoric poteva giocare al fianco del centravanti e allargare il proprio raggio d’azione, soprattutto sul versante destro.

Il suo movimento permetteva a Musella di trovare spazio tra le linee e a Bizzarri di concentrarsi maggiormente sul lavoro all’interno e nei pressi dell’area di rigore.

In termini moderni potremmo definirlo uno di quei calciatori capaci di legare i reparti e lavorare per gli altri attaccanti.

25 presenze e 5 gol: un contributo tutt’altro che secondario

Il lavoro tattico, però, non gli impedì di offrire anche un contributo realizzativo.

Gregoric concluse quella stagione con 25 presenze e 5 reti in campionato.

Un bottino significativo considerando il ruolo interpretato e soprattutto la presenza, accanto a lui, di due giocatori come Bizzarri e Musella sui quali si concentrava inevitabilmente una parte consistente della fase offensiva.

Segnare cinque volte senza essere il principale terminale della squadra conferma quanto Gregoric fosse molto più di una semplice pedina di complemento.

Era un attaccante funzionale.

E nel calcio, ieri come oggi, spesso sono proprio questi giocatori a consentire ai compagni più offensivi di rendere al meglio.

Musella, Bizzarri e Gregoric: il tridente è completo

Con il racconto dedicato a Paolo Gregoric si completa così il nostro viaggio all’interno dell’attacco della Nocerina 1987/88.

Gaetano Musella, il fantasista.

Mino Bizzarri, il centravanti.

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Paolo Gregoric, la seconda punta capace di movimento e sacrificio.

Tre interpretazioni differenti del ruolo offensivo che riuscivano ad armonizzarsi all’interno dello stesso reparto.

Ed è anche per questo che, a distanza di quasi quarant’anni, i tifosi molossi che vissero direttamente quella stagione continuano a ricordarne i protagonisti.

Non sempre le stelle sono quelle che brillano di più

La storia del calcio non è fatta soltanto dei goleador o dei giocatori dalla tecnica più appariscente.

Una squadra funziona quando accanto ai protagonisti capaci di accendere una partita esistono elementi disposti a correre, coprire gli spazi e svolgere un lavoro prezioso anche lontano dal pallone.

Paolo Gregoric fu uno di questi.

Forse meno celebrato rispetto ad altri compagni di reparto, ma essenziale nell’equilibrio offensivo di quella Nocerina e capace, allo stesso tempo, di lasciare la propria firma con cinque reti.

Ed è proprio questo lo spirito di “Le stelle del passato”: non limitarsi ai nomi più conosciuti, ma riportare alla memoria anche quei calciatori il cui contributo può essere compreso pienamente soltanto andando oltre le apparenze.

Nella Nocerina 1987/88 Gregoric fu uno di loro.

25 presenze, 5 gol e tanto lavoro al servizio della squadra.

Un altro protagonista da ricordare.

Un’altra stella del passato rossonero.

Alessandro La Torraca

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