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Le stelle del passato: Sergio Maddè, l’uomo dei cinque rigori che chiuse la carriera con la Nocerina

Pubblicato il 25 Agosto 2026 alle 18:41

Prosegue il viaggio di NocerinaLive nella memoria rossonera con “Le stelle del passato”, la rubrica dedicata ai calciatori e agli uomini che, in epoche differenti, hanno attraversato la storia della Nocerina.

Il protagonista di oggi è Sergio Maddè, centrocampista elegante, dotato di tecnica, intelligenza tattica e grande personalità.

Prima di arrivare a Nocera aveva disputato oltre duecentocinquanta partite in Serie A, indossato maglie prestigiose e conquistato due Coppe Italia. Una di queste arrivò dopo una sfida dal dischetto entrata nella storia del calcio italiano, nella quale riuscì a fare meglio persino di Gianni Rivera.

La stagione 1980/81 con la Nocerina rappresentò l’ultimo capitolo della sua carriera da calciatore: 31 presenze e una rete, accompagnate dalla classe e dall’esperienza di un uomo abituato ai grandi palcoscenici.

Sergio Maddè, il centrocampista cresciuto nel Milan

Nato a Dresano il 1° agosto 1946, Sergio Maddè si forma calcisticamente nel settore giovanile del Milan.

Dopo una breve esperienza in prestito all’Alessandria, viene richiamato dalla società rossonera e inserito nella prima squadra.

Il debutto in Serie A arriva nel dicembre del 1965, quando Maddè ha appena diciannove anni.

È un centrocampista dotato di buoni piedi, visione di gioco e senso della posizione. Non possiede soltanto qualità tecniche, ma anche quella capacità di comprendere lo sviluppo dell’azione che gli consente di interpretare più compiti all’interno della stessa partita.

Negli ultimi anni della carriera, proprio grazie all’esperienza e alla lettura tattica, verrà impiegato anche in posizione più arretrata, arrivando a ricoprire il ruolo di libero.

La prima Coppa Italia con il Milan

Con il Milan, Maddè ha subito l’opportunità di confrontarsi con un calcio di altissimo livello.

Nella stagione 1966/67 conquista il primo trofeo della propria carriera: la Coppa Italia.

Il centrocampista prende parte anche alla finale disputata contro il Padova, contribuendo alla vittoria della formazione rossonera.

È una soddisfazione importante per un calciatore ancora molto giovane e cresciuto proprio nel vivaio milanista.

Quella, però, non sarà l’unica Coppa Italia della sua carriera.

La seconda arriverà qualche anno più tardi, con una maglia diversa e attraverso una serata destinata a renderlo protagonista di uno degli episodi più curiosi nella storia della competizione.

Verona, la promozione e la definitiva consacrazione

Nel 1967 Maddè lascia il Milan e si trasferisce al Verona, allora impegnato nel campionato di Serie B.

L’impatto è immediato.

Alla prima stagione contribuisce alla promozione della formazione veneta in Serie A e diventa uno dei punti di riferimento del centrocampo.

A Verona trova continuità, responsabilità e soprattutto la possibilità di esprimere pienamente le proprie caratteristiche.

Maddè non era un giocatore appariscente nel senso più superficiale del termine. Non cercava necessariamente il gesto spettacolare, ma sapeva rendersi utile in ogni zona del campo.

Gestiva il pallone con ordine, accompagnava la manovra e garantiva equilibrio.

Il rapporto con il Verona diventerà uno dei più importanti della sua carriera e proseguirà, tra andate e ritorni, per diverse stagioni.

Il passaggio al Torino

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Nell’estate del 1970 Maddè passa al Torino.

La società granata lo acquista insieme al compagno Gianni Bui, affidandogli un ruolo importante all’interno della squadra.

La stagione del Toro non è semplice, ma si conclude con la possibilità di conquistare un trofeo.

Milan e Torino terminano infatti il girone finale di Coppa Italia a pari punti e si rende necessario uno spareggio per assegnare la competizione.

La partita viene disputata il 27 giugno 1971 allo stadio Luigi Ferraris di Genova.

Di fronte ci sono il Milan allenato da Nereo Rocco e il Torino che, dopo l’avvicendamento avvenuto nel finale di stagione tra Giancarlo Cadè e Beniamino Cancian, cerca il riscatto attraverso la Coppa Italia.

L’aneddoto dei cinque rigori contro Rivera

Quella finale rappresenta l’episodio più famoso della carriera di Sergio Maddè.

La partita termina 0-0 dopo i tempi regolamentari e supplementari.

Per assegnare il trofeo si deve ricorrere ai calci di rigore, ma il regolamento dell’epoca è molto diverso da quello attuale: la stessa squadra può affidare più conclusioni allo stesso giocatore.

Il primo rigorista scelto dal Torino è Angelo Cereser, che però sbaglia.

A quel punto la responsabilità passa a Sergio Maddè, entrato in campo nella parte finale della gara al posto di Carlo Petrini.

Il centrocampista si presenta dal dischetto.

Segna.

Poi torna a calciare.

Segna ancora.

Maddè realizza complessivamente cinque rigori consecutivi, mostrando una freddezza impressionante.

Dall’altra parte il Milan affida le proprie conclusioni a Gianni Rivera, uno dei più grandi calciatori italiani di sempre.

Il capitano rossonero realizza tre rigori, ma in due occasioni viene fermato dal portiere granata Luciano Castellini.

Il Torino vince 5-3 e conquista la Coppa Italia.

Sergio Maddè, cresciuto proprio nel Milan, diventa l’uomo decisivo contro la sua ex squadra e riesce a vincere il duello dagli undici metri con Rivera.

Un’impresa particolare, figlia di un regolamento ormai scomparso, ma entrata definitivamente nella storia del calcio italiano.

Due Coppe Italia e oltre 250 presenze in Serie A

Quella conquistata con il Torino è la seconda Coppa Italia della carriera di Maddè, dopo quella vinta con il Milan.

Il suo percorso prosegue tra Mantova, un nuovo ritorno a Verona e l’esperienza con il Cesena.

Nel complesso totalizza 265 presenze e 19 reti in Serie A, numeri che lo inseriscono tra gli ex calciatori della Nocerina capaci di giocare nel massimo campionato.

Gran parte delle presenze arrivano con il Verona, la società con la quale costruisce il rapporto più lungo e significativo.

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Poi, nell’estate del 1980, quando ha ormai trentaquattro anni, decide di affrontare un’ultima esperienza.

La destinazione è Nocera.

L’arrivo alla Nocerina nel 1980

La Nocerina affronta il campionato di Serie C1 1980/81 e inserisce nella propria rosa un calciatore con un bagaglio di esperienza difficilmente riscontrabile nella categoria.

Maddè arriva dopo aver giocato con Milan, Verona, Torino, Mantova e Cesena.

Ha vinto due Coppe Italia, disputato centinaia di partite nella massima serie e condiviso il campo con alcuni dei calciatori più importanti della propria generazione.

Nonostante l’età e una carriera ormai vicina alla conclusione, non viene a Nocera per svolgere un semplice ruolo di rappresentanza.

Maddè diventa un elemento importante della formazione rossonera e disputa 31 delle 34 partite di campionato.

Numeri che testimoniano continuità, affidabilità e condizione fisica.

Quella Nocerina con Roberto Chiancone

La formazione rossonera può contare su diversi calciatori di esperienza.

Tra i compagni di Maddè c’è anche Roberto Chiancone, il recordman della Nocerina, che in quella stagione disputa 33 partite e realizza una rete.

In squadra figurano inoltre Fortunato Loddi, miglior marcatore rossonero con nove gol, Stefano Calcagni, Vincenzo Tortora, Marcello Nicolucci e Arturo Cocci.

La panchina viene inizialmente affidata a Claudio Tobia e successivamente a Nicola Chiricallo.

La Nocerina conclude il campionato al sesto posto, ottenendo undici vittorie, tredici pareggi e dieci sconfitte.

Particolarmente significativo è il rendimento al San Francesco: dieci successi, sei pareggi e una sola sconfitta, con appena tre reti subite nelle diciassette partite interne.

Una squadra estremamente solida, alla quale Maddè offre equilibrio, esperienza e qualità nella gestione del pallone.

L’unico gol rossonero nel successo contro la Turris

Sergio Maddè realizza una rete durante la propria stagione con la Nocerina.

Quel gol arriva in una partita particolarmente sentita: la trasferta contro la Turris.

I molossi si impongono per 3-1, conquistando un importante successo esterno.

Maddè firma una delle tre reti rossonere, mentre le altre due portano la firma di Fortunato Loddi.

Per un calciatore abituato ai grandi stadi della Serie A e capace di decidere una Coppa Italia contro il Milan, quella rete in Serie C1 potrebbe sembrare soltanto un piccolo dettaglio.

Per la storia della Nocerina, invece, rappresenta l’unico gol lasciato da Maddè con la maglia rossonera.

Una firma nella sua ultima stagione da professionista.

L’ultima stagione di una lunga carriera

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Al termine del campionato 1980/81 Sergio Maddè decide di appendere gli scarpini al chiodo.

La Nocerina diventa così l’ultima squadra della sua carriera.

Un percorso iniziato nelle giovanili del Milan e proseguito attraverso Serie A, Serie B, promozioni e due Coppe Italia si conclude al San Francesco.

Maddè lascia il calcio giocato dopo diciassette stagioni, portando con sé oltre 250 presenze nella massima categoria e il ricordo di una serata nella quale aveva segnato cinque rigori consecutivi contro Gianni Rivera.

Ma il suo rapporto con il calcio non termina.

Dagli scarpini alla panchina

Conclusa la carriera agonistica, Maddè intraprende quella da allenatore.

Comincia lavorando nel settore giovanile del Verona, prima di guidare Trento e Tempio.

Successivamente diventa collaboratore di Osvaldo Bagnoli, affiancandolo prima al Genoa e poi all’Inter.

Proprio durante l’esperienza nerazzurra vive un altro episodio particolare.

Nel 1993 Bagnoli deve sottoporsi a un intervento al tendine d’Achille e Maddè lo sostituisce temporaneamente sulla panchina dell’Inter in due partite di grande prestigio, contro Sampdoria e Milan.

In seguito tornerà al Verona, guidando in più occasioni anche la prima squadra e riuscendo a contribuire alla salvezza del club in Serie B.

Un percorso da allenatore costruito attraverso la stessa competenza e la stessa eleganza che avevano caratterizzato la sua carriera in campo.

Cinque rigori e un’ultima maglia rossonera

Sergio Maddè appartiene a quella generazione di calciatori capaci di interpretare il calcio con tecnica, disciplina e grande senso del ruolo.

Ha giocato nel Milan.

È diventato un simbolo del Verona.

Ha conquistato una Coppa Italia con il Torino segnando cinque rigori consecutivi contro Gianni Rivera.

E infine ha scelto la Nocerina per vivere l’ultima stagione della propria carriera.

31 presenze e una rete in rossonero.

Numeri che raccontano soltanto una parte del suo contributo.

Perché Maddè portò a Nocera soprattutto esperienza, personalità e quella classe maturata durante tanti anni trascorsi ai massimi livelli.

La sua storia unisce il grande calcio italiano al San Francesco.

Un campione delle Coppe che concluse il proprio viaggio indossando la maglia dei molossi.

Un’altra autentica stella del passato della Nocerina.

Alessandro La Torraca

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