Nocerina-Ischia 3-2 | Zeman: «Primi 15 minuti osceni, poi abbiamo fatto qualcosa di grande»

Una Nocerina dai due volti, brutta e in difficoltà nella prima parte di gara, ma capace poi di reagire con carattere e ribaltare completamente una partita che sembrava essersi messa sui binari peggiori. Karel Zeman non usa mezzi termini nell’analizzare il 3-2 conquistato contro l’Ischia al San Francesco, ma allo stesso tempo sottolinea la crescita dei suoi e la grande reazione che ha permesso ai molossi di portare a casa altri tre punti.
«I primi quindici minuti? Osceni. I primi trenta non mi sono piaciuti. Poi, nonostante il risultato non ci sorridesse fino a poco dalla fine, dal trentesimo secondo me è cambiato molto».
Il tecnico rossonero riconosce la superiorità mostrata dall’Ischia nella prima mezz’ora, ma evidenzia anche come la Nocerina sia riuscita progressivamente a prendere le misure all’avversario.
«L’Ischia ha iniziato finalmente a sbagliare qualche passaggio, perché fino al trentesimo sembravano il Real Madrid. Noi abbiamo preso coraggio e abbiamo iniziato a fare qualcosa di buono prima e, secondo me, qualcosa di grande man mano che ci avvicinavamo alla fine».
Un avvio da dimenticare, dunque, nel quale la Nocerina ha concesso troppo agli isolani, capaci di trovare spazi e mettere in seria difficoltà la retroguardia molossa.
«Per mezz’ora ha funzionato veramente poco. Fortunatamente abbiamo avuto la forza prima di individuare dove stavamo sbagliando e poi di riuscire a sovvertire le sorti della partita, anche grazie alla nostra condizione che cresceva mentre la loro diminuiva».
La svolta è arrivata anche dalla panchina. Gli ingressi di Andrea Romano e Francesco Stefanelli hanno garantito maggiore dinamismo e quantità nella zona centrale del campo, mentre successivamente Luca Giannone ha portato esperienza e qualità nella gestione del pallone.
«Sicuramente tutti quelli che sono entrati hanno fatto bene. Per loro è stato anche un po’ più semplice rispetto a chi aveva iniziato, perché nel frattempo tutta la squadra aveva cominciato a girare. Però devo dire che hanno avuto una grande importanza nel portarci a casa i tre punti».
In particolare, Stefanelli ha avuto un impatto enorme sulla gara. Schierato con il compito di dare una mano sia alla linea difensiva sia al centrocampo, il classe 2005 ha accompagnato con continuità l’azione sulla corsia destra, trovando infine anche la rete del definitivo sorpasso.
Zeman, tuttavia, non vuole cancellare completamente quanto visto al San Francesco. Se la prima mezz’ora rappresenta qualcosa da non ripetere, la capacità di reagire e trasformare una partita complicatissima in una vittoria è invece un aspetto che il tecnico vuole conservare.
«Spero di non rivedere più questa squadra per come ha giocato all’inizio. Però è stata sicuramente una partita emozionante e questo lato lo conserverei».
Il tecnico è consapevole che la sua Nocerina sia ancora lontana dalla migliore versione possibile e che il processo di assimilazione delle sue idee abbia ancora ampi margini di crescita.
«Probabilmente stasera siamo stati leggermente inferiori al cinquanta per cento. Ci aspettiamo quindi di vedere già dalla prossima partita una Nocerina diversa».
Infine Zeman ha spiegato la scelta di lasciare inizialmente in panchina Romano, uno degli uomini che maggiormente ha contribuito a cambiare il volto della squadra nella seconda frazione.
«Un po’ volevo farlo riposare, anche perché quando gioca rincorre gli avversari per tutto il campo. Non conta soltanto quanto gioca, ma anche come gioca. Pensavo inoltre che Maspero potesse darci più ordine e qualità, ma purtroppo ho scelto la serata meno adatta, perché nel primo tempo la palla ce l’avevano quasi sempre loro».
Una lettura lucida, quella di Zeman, che non nasconde le difficoltà ma lascia emergere soprattutto un dato: anche in una serata nella quale per lunghi tratti la Nocerina non è stata la Nocerina che vuole il suo allenatore, i rossoneri hanno trovato ugualmente la forza per vincere.
Ed è forse proprio questo il segnale più importante della serata. Le partite possono nascere male, gli avversari possono mettere in difficoltà e il gioco può non essere quello desiderato, ma una squadra che vuole recitare un ruolo importante deve saper trovare altre risorse. La Nocerina lo ha fatto con il carattere, con la profondità della propria rosa e con una ripresa di tutt’altro spessore.
Da una mezz’ora da dimenticare sono arrivati novanta minuti da ricordare per il risultato: il San Francesco ha spinto, la panchina ha risposto e i molossi hanno completato una rimonta che vale altri tre punti.
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