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Nocerina, 12 febbraio 1928: Nocerina-Stabia la drammatica partita sospesa [VIDEO]

Pubblicato il 25 Agosto 2025 alle 17:05

Pioggia battente, corde a bordo campo e una Nocerina pionieristica: dentro trovi il video e le foto d’epoca (Archivio Plaitano) della sfida con lo Stabia, tra rinvio, recupero e calcio d’altri tempi.

Il 12 febbraio 1928 la Nocerina è di scena a Castellammare, contro lo Stabia, sul campo sportivo di contrada San Marco. È uno di quei campi che oggi sembrano usciti da un romanzo: terra battuta, linee tracciate a calce, pubblico contenuto da semplici corde annodate a pali di legno. A Nocera, appena pochi anni prima, si era giocato al Piazzale d’Armi, uno spiazzo rettangolare diventato il primo teatro delle partite, mentre la nostra pagina pilastro Nocerina raccoglie oggi i tasselli di questa storia.

Quel giorno però il vero protagonista è il meteo: la pioggia rende il terreno impraticabile e l’arbitro sospende l’incontro. È prassi dell’epoca: niente 0–3 a tavolino per maltempo, si recupera quando possibile. E infatti la gara viene riprogrammata una settimana dopo, il 19 febbraio 1928, di nuovo a contrada San Marco.

Media d’epoca (video e foto)

Nocerina 1928: pubblico oltre le corde a bordo campo (Archivio Plaitano)
Per gentile concessione dell’Archivio Plaitano.
Nocerina–Stabia 1928: contrada San Marco, foto d’epoca (Archivio Plaitano)
Nocerina, 12 febbraio 1928: Nocerina-Stabia la drammatica partita sospesa [VIDEO]

Nocerina–Stabia, febbraio 1928: com’erano stadi e maglie allora

Gli impianti italiani di fine anni Venti sono essenziali: spogliatoi “di fortuna”, tribune in legno quando va bene, spesso campi polivalenti usati anche per ginnastica o eventi cittadini. Tra i riferimenti dell’epoca spiccano lo Stadio Silvio Appiani di Padova (tribune a ridosso del campo, capienza ridotta, clima “all’inglese”) e il Luigi Ferraris di Genova, che diventerà uno dei simboli storici del nostro calcio. A Nocera, lo stesso Stadio San Francesco affonda le radici nel Piazzale d’Armi, che segnò i primi passi rossoneri.

Curiosità che oggi fa sorridere: nel 1928 i numeri sulle maglie non sono ancora obbligatori in Italia. Gli allenatori distinguono i calciatori per ruolo, posizione e caratteristiche fisiche; non a caso le cronache parlano di “centravanti”, “mezze ali”, “terzini”, senza riferimenti numerici. È un calcio più istintivo, fatto di riferimenti visivi e intese coltivate allenamento dopo allenamento.

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Il recupero del 19 febbraio 1928 si gioca ancora a contrada San Marco, ma la Nocerina non può schierare la formazione tipo: alcuni tesserati non ottengono la disponibilità dal Distretto militare. La partita si mette presto in salita e la spinta dei locali diventa inarrestabile: Stabia–Nocerina 5–0. Un passivo pesante, figlio anche delle condizioni e di un periodo in cui l’organizzazione sportiva doveva fare i conti con esigenze extra-calcistiche.

La stagione 1927–28 resta comunque un tassello nella crescita del club: i rossoneri militano nella Seconda Divisione – Girone C, tra rivali note. Abbiamo ricostruito calendario e classifiche in Nocerina 1927–28: girone e risultati, mentre un anno più tardi, nel gennaio 1929, al Piazzale d’Armi arriva un 3–0 allo Stabia destinato a restare nella memoria e, nelle parole di Giovanni Zoppi, a cementare per sempre il soprannome che amiamo: Molossi.

Come si gestivano, all’epoca, le gare sospese per maltempo? La prassi – non ancora codificata come oggi – privilegiava il recupero integrale della partita in nuova data, salvo casi eccezionali (violenza o rinunce). Per un inquadramento delle Laws of the Game ti rimandiamo all’organo che le tutela, l’IFAB.

Questo è il senso del nostro racconto: far riemergere immagini e parole di un’epoca in cui la Nocerina cresceva tra fango, pioggia e passione. Dalle corde del Piazzale d’Armi al manto di San Francesco, la linea è rimasta intatta: una città intera che si riconosce nei suoi colori.


Ricostruzione NocerinaLive su fonti d’epoca e archivio interno. Video e foto: per gentile concessione dell’Archivio Plaitano.

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