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Impegno, passione e collettività: i 113 anni del sogno di Don Carletto

Fine del 1909: un giovane militare casollese, giramondo ed amante dell’arte, si riunisce con altri rampolli dell’alta borghesia nocerina di allora per dar vita ad un importante progetto.

Così, solo pochi mesi dopo, il primo di febbraio del 1910, nel palazzo dei Grimaldi laddove sorgeva la “strada nuova”, voluta dal vecchio sindaco Nicola Bruni, il maggiore Carlo Cattapani, nato a Mantova ma Nocerino da parte materna, Manlio Spera, Salvatore Buonocore , Gabriele Sellitti, Giuseppe Belsito, Umberto Landolfi ed i fratelli Oreste e Salvatore Gabola , danno vita all’Associazione Giovanile Nocerina, con lo scopo di portare in alto il nome di Nocera e della sua gioventù, in attività di lustro del Regno d’Italia, fu così che la nuova associazione si impegnò nel ciclismo (allora sport di punta che resterà tale fino agli anni ’50) e sfoggiando delle divise verdi, passando poi al podismo ed infine all’attività teatrale creando il Trofeo AGN. Tra le tante attività vi fu introdotta anche quella recente, introdotta dal testo “Scouting for Boys” del tenete inglese Baden-Powell, lui che tra Inghilterra, Canada e Stati Uniti insegnava arte, poté vedere da vicino la nascita del movimento scautista e cercò di introdurlo anche nel contesto nocerino, usufruendo spesso del paesaggio tra i monti Lattari e la Costiera amalfitana per istruire i giovani nocerini alla pratica. Tuttavia ad ottobre dello stesso anno, un violento nubifragio devastò il piccolo borgo di Cetara, caro al Cattapani che con la sua associazione si prodigò affinché la popolazione cetarese venisse assistita al meglio, il suo altruismo gli valse la medaglia d’oro al merito civile. Tra le tante novità dalla terra di Albione, Carlo Cattapani introdusse anche il gioco del foot-ball, fino ad allora praticato solo dagli svizzeri e dalla nobiltà che soggiornava spesso a Napoli. Questa novità però, iniziò ad esser largamente diffusa solo nel 1914, col Maggior Cattapani partito due anni prima per gli Stati Uniti e con al timone dell’associazione Manlio Spera. Con la sua presidenza si iniziò a diffondere l’attenzione per tale gioco, che porterà all’incontro amichevole tra alcuni membri dell’Associazione Giovanile Nocerina e quelli della sezione calcistica della controparte paganese, sotto il nome di Pagani Foot Ball Club.

Negli anni a venire a sopravvivere saranno solo la sezione calcistica e ciclistica, ma a restare vivi nell’animo dei nocerini, sono rimasti i sentimenti ed i valori che Don Carletto ed i suoi sette fidi compagni, hanno voluto imprimere alla Nocera del futuro: passione, impegno, amore per il prossimo e per il proprio corpo, nonché per la propria cultura e storia, perché da 113 anni, la volontà di quegli otto ragazzi, in un modo o nell’altro, perdura e viene perseguita!

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