Le stelle del passato: Andrea Pallanch, il capitano che fece innamorare Nocera

Prosegue il viaggio di NocerinaLive nella memoria rossonera con “Le stelle del passato”, la rubrica dedicata ai calciatori che hanno lasciato un segno profondo nella storia della Nocerina.
Questa volta non raccontiamo semplicemente un ex calciatore.
Raccontiamo uno di quei nomi che, ancora oggi, pronunciati a Nocera provocano immediatamente un sorriso nei tifosi che hanno vissuto gli anni Novanta.
Andrea Pallanch è stato centrocampista, trascinatore e soprattutto capitano. Uno dei simboli di una Nocerina capace di risalire dalle categorie dilettantistiche e tornare protagonista nel calcio professionistico.
Non a caso NocerinaLive lo ha già inserito tra i numeri 7 che hanno fatto la storia della Nocerina.
Da Trento al calcio professionistico
Nato a Trento il 1° settembre 1964, Pallanch cresce calcisticamente proprio nella squadra della sua città.
Dopo le giovanili entra nel calcio professionistico e passa anche dall’Udinese, entrando a far parte della rosa friulana in Serie A senza però riuscire a collezionare presenze ufficiali con la prima squadra.
Il suo percorso prosegue quindi attraverso esperienze importanti.
Prima la Casertana, poi il salto in Serie B con il Palermo e successivamente il Cagliari.
Pallanch è un centrocampista dotato tecnicamente, ma non soltanto.
Ha corsa, personalità, capacità di inserimento e soprattutto quella caratteristica difficilmente misurabile attraverso le statistiche: la capacità di diventare un leader all’interno dello spogliatoio.
Qualità che a Nocera sarebbero emerse completamente.
L’arrivo alla Nocerina nel 1993
Il primo incontro tra Andrea Pallanch e la Nocerina avviene nella stagione 1993/94.
I molossi militano nel Campionato Nazionale Dilettanti e cercano di ricostruire il proprio futuro dopo anni complicati.
Pallanch arriva a Nocera e diventa immediatamente uno degli uomini principali della squadra.
Quella che poteva sembrare semplicemente un’altra tappa di una lunga carriera diventa invece qualcosa di molto diverso.
Nasce un rapporto destinato a sopravvivere alle stagioni, alle categorie e perfino alla fine della carriera.
La stagione delle 8 reti
Il primo campionato rossonero di Pallanch è probabilmente quello che racconta meglio il suo impatto.
25 presenze e 8 reti in campionato.
Numeri notevoli per un centrocampista.
Pallanch non era un attaccante, ma aveva una grande capacità di accompagnare l’azione, inserirsi negli spazi e trovare la porta.
In quella stagione lascia la propria firma anche su vittorie ancora oggi presenti negli archivi rossoneri.
Segna, ad esempio, il gol dell’1-0 in trasferta contro l’Altamura e va a bersaglio anche nel successo casalingo contro il Martina.
Ma i numeri raccontano soltanto una parte della storia.
Quel derby di Portici colorato di rossonero
La stagione 1993/94 regalò anche una delle giornate più ricordate dai tifosi molossi.
Il 30 gennaio 1994 la Nocerina affrontò la Paganese sul campo neutro di Portici.
Pallanch faceva parte di quella squadra insieme a calciatori come Luciano, Vastola, Siviglia, Tolu e Pastore.
Il risultato fu inequivocabile: Paganese-Nocerina 0-3.
Ma ciò che rimase nella memoria fu soprattutto l’ambiente.
Come abbiamo raccontato nel nostro amarcord dedicato al derby vinto contro la Paganese, migliaia di sostenitori molossi invasero praticamente gli spalti del San Ciro trasformandolo in un piccolo San Francesco.
Alla ripresa degli allenamenti, qualche giorno dopo, centinaia di tifosi si presentarono allo stadio e finirono per abbracciare i calciatori sul terreno di gioco.
Pallanch stava iniziando a comprendere cosa significasse realmente giocare per la Nocerina.
Dal dilettantismo fino alle porte della Serie B
Il rapporto tra Pallanch e Nocera non si esaurisce con quella stagione.
Dopo una breve parentesi lontano dai colori rossoneri, il centrocampista torna e diventa uno dei punti fermi della Nocerina degli anni successivi.
Prima con Luigi Del Neri, poi anche con Gianni Simonelli, Pallanch rappresenta il perno del centrocampo.
La squadra cresce.
La Nocerina torna nel professionismo, conquista la Serie C1 e arriva progressivamente a respirare l’aria della Serie B.
Ed è in questi anni che Pallanch smette definitivamente di essere soltanto uno dei calciatori della rosa.
Diventa il capitano.
113 presenze e 23 gol: ma i numeri non bastano
Complessivamente Andrea Pallanch disputa con la Nocerina 113 partite di campionato, realizzando 23 reti.
Dopo le 25 presenze e gli 8 gol della stagione 1993/94, ne aggiunge altre 88 con 15 reti nelle successive esperienze in rossonero.
Numeri importanti per un centrocampista.
Ma spiegare Pallanch attraverso 113 presenze e 23 gol sarebbe comunque riduttivo.
La sua importanza stava nella personalità.
Era il riferimento della squadra.
Il giocatore al quale affidarsi quando la partita diventava complicata.
Il capitano capace di rappresentare nello stesso momento compagni e tifosi.
La finale di Coppa Italia contro il Como
Tra le pagine più importanti della sua esperienza rossonera c’è anche la stagione 1996/97.
La Nocerina raggiunge la finale della Coppa Italia di Serie C, affrontando il Como nella doppia sfida che assegna il trofeo.
I molossi non riescono a portare la coppa a Nocera, ma arrivare fino all’ultimo atto della competizione rappresenta comunque uno dei momenti più significativi di quel ciclo.
Pallanch è lì.
Capitano e protagonista di una squadra che ormai non ha più nulla a che vedere con quella che pochi anni prima disputava il Campionato Nazionale Dilettanti.
Il viaggio iniziato nel 1993 aveva portato la Nocerina nuovamente ad affrontare realtà importanti del professionismo.
Pallanch, il numero 7 per antonomasia
A Nocera alcuni numeri di maglia non sono semplicemente numeri.
Il 7 è uno di questi.
Giovanni Roccotelli, Angelo Di Livio e altri protagonisti hanno contribuito a renderlo particolare nella storia rossonera.
Ma quando si parla degli anni Novanta, il numero 7 conduce inevitabilmente ad Andrea Pallanch.
NocerinaLive lo ha raccontato proprio nello speciale dedicato ai grandi numeri 7 della storia molossa, definendolo il capitano per antonomasia.
Una definizione che sintetizza perfettamente ciò che ha rappresentato.
Un legame che non è mai finito
Gli anni passano.
Le squadre cambiano.
Cambiano presidenti, allenatori, categorie e generazioni di tifosi.
Alcuni rapporti, però, resistono.
Andrea Pallanch ha continuato negli anni a seguire la Nocerina e a manifestare pubblicamente il proprio affetto per i colori rossoneri.
In occasione del 107° compleanno del club affidò alla nostra redazione parole che spiegano probabilmente meglio di qualsiasi statistica il rapporto con Nocera:
“Alla mia eterna malattia molossa, i migliori auguri di buon compleanno”.
Un messaggio che potete rileggere nel nostro articolo con gli auguri di Andrea Pallanch alla Nocerina.
Non sembra il messaggio di un ex calciatore.
Sembra quello di un tifoso.
Luglio 2026: quella maglia numero 7 torna nelle sue mani
E proprio nell’estate del 2026 è arrivata un’altra immagine significativa.
La Nocerina ha voluto rendere omaggio al suo storico capitano consegnandogli una maglia personalizzata con il cognome Pallanch e il numero 7.
Un gesto raccontato da NocerinaLive nell’articolo Nocerina, omaggio ad Andrea Pallanch: consegnata la maglia numero 7.
A distanza di quasi trent’anni dalle sue battaglie sul terreno del San Francesco, quel numero è tornato simbolicamente al suo proprietario.
Ed è forse questo l’aneddoto che chiude meglio il cerchio.
Perché una maglia può essere riconsegnata.
L’affetto di una piazza, invece, Pallanch non lo aveva mai restituito.
Il capitano dei capitani
Andrea Pallanch ha continuato a giocare fino a quasi quarant’anni e successivamente ha intrapreso anche il percorso da allenatore.
Ma per Nocera rimarrà sempre soprattutto una cosa.
Il capitano.
Un centrocampista arrivato dal Nord Italia che finì per sentire quei colori come propri.
Un calciatore che accompagnò la Nocerina dal dilettantismo al professionismo, attraversando alcune delle stagioni più appassionanti degli anni Novanta.
113 presenze, 23 gol e una fascia al braccio.
Ma soprattutto un legame che ancora oggi, quando Andrea Pallanch torna a Nocera o parla della Nocerina, sembra non essere cambiato di una virgola.
Ci sono giocatori che passano.
Ci sono campioni che vengono ricordati.
E poi ci sono uomini che diventano parte dell’identità di una squadra.
Andrea Pallanch appartiene a quest’ultima categoria.
Una bandiera.
Il capitano dei capitani.
Un’autentica stella del passato della Nocerina.
Alessandro La Torraca
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