Le stelle del passato: Giovanni Roccotelli, il re della rabona che incantò la Nocerina

Prosegue il viaggio di NocerinaLive nella memoria rossonera con “Le stelle del passato”, la rubrica dedicata ai calciatori che hanno lasciato un segno nella storia della Nocerina.
Dopo aver ripercorso nelle ultime puntate i protagonisti della formazione del 1987/88, cambiamo periodo e torniamo indietro di qualche stagione per raccontare un calciatore dal talento particolare, capace di legare il proprio nome a una delle giocate più spettacolari del calcio.
Il protagonista di oggi è Giovanni “Cocò” Roccotelli, già ricordato sulle nostre pagine come il re della rabona.
Un giocatore che prima di indossare la maglia della Nocerina era riuscito addirittura a diventare campione d’Italia con il Torino.
Giovanni Roccotelli, l’ala con il talento nel DNA
Nato a Bari nel 1952, Roccotelli ricopriva prevalentemente il ruolo di ala-attaccante.
Era un calciatore tecnico, fantasioso e capace di trovare soluzioni fuori dagli schemi, caratteristiche che lo resero riconoscibile anche in un’epoca nella quale agli esterni offensivi veniva richiesto un grande lavoro lungo tutta la fascia.
Prima di arrivare a Nocera costruì una carriera importante, partendo dalle esperienze con Barletta e Avellino e conquistandosi successivamente l’occasione di entrare nel grande calcio.
Il Torino dello storico scudetto 1975/76
Nel 1974 Roccotelli approdò al Torino.
Non era una squadra qualunque.
Era il Toro di Luigi Radice, di Castellini, Claudio e Patrizio Sala, Zaccarelli e Pecci. E soprattutto era il Torino dei celebri “gemelli del gol” Francesco Graziani e Paolo Pulici.
Nella stagione 1975/76 quella formazione riuscì nell’impresa di conquistare lo scudetto, riportando il titolo tricolore al Torino dopo quasi trent’anni.
Anche Roccotelli faceva parte di quel gruppo.
Gli spazi non erano molti, soprattutto perché sulla fascia c’era un calciatore del livello di Claudio Sala, soprannominato il “poeta del gol” e considerato uno dei migliori interpreti del ruolo nel calcio italiano dell’epoca.
Ma poter vivere dall’interno quella stagione significò comunque entrare a far parte di una pagina storica del calcio nazionale.
Cagliari, Ascoli e una carriera ad alto livello
Dopo il Torino il percorso di Roccotelli proseguì attraverso altre piazze prestigiose.
Passò dal Cagliari e successivamente trovò spazio soprattutto con l’Ascoli, dove riuscì a ritagliarsi un ruolo importante.
Furono anni nei quali poté mettere maggiormente in mostra le proprie caratteristiche tecniche, la capacità di saltare l’uomo e quella fantasia che lo accompagnò per tutta la carriera.
Tra le esperienze significative ci fu anche quella con il Cesena, altra società nella quale Roccotelli lasciò un buon ricordo.
Poi, quando aveva ormai superato i trent’anni, arrivò Nocera.
L’arrivo alla Nocerina
Roccotelli vestì la maglia della Nocerina per due stagioni consecutive, dal 1984 al 1986.
Aveva 32 anni e portava con sé un bagaglio di esperienza enorme per la categoria.
Serie A, Torino, uno scudetto conquistato, tante stagioni vissute nel calcio professionistico.
Ma soprattutto portava qualità.
La carta d’identità poteva indicare un calciatore nella fase matura della carriera, ma sul terreno di gioco le sue doti emergevano ancora chiaramente.
Assist, tecnica individuale, capacità di inventare e gol.
Roccotelli riuscì presto a conquistare l’affetto del pubblico del San Francesco.
La Nocerina e la promozione del 1985/86
L’esperienza rossonera non fu soltanto una passerella per un ex calciatore di Serie A.
Roccotelli partecipò infatti a uno dei momenti importanti della storia della Nocerina di quegli anni.
Nella stagione 1985/86 i molossi conquistarono il proprio girone di Serie C2, ottenendo la promozione in Serie C1.
Per Roccotelli fu un’altra soddisfazione da aggiungere a una carriera che aveva già conosciuto palcoscenici prestigiosi.
Dallo scudetto con il Torino alla promozione conquistata con la Nocerina: contesti completamente differenti, ma uniti dalla stessa passione per il calcio.
Quella punizione contro la Juve Stabia
Eppure c’è soprattutto un episodio che, ancora oggi, viene associato al nome di Giovanni Roccotelli a Nocera.
Una punizione contro la Juve Stabia.
Già il fatto che si trattasse di una punizione potrebbe far pensare a una conclusione potente o a una traiettoria sopra la barriera.
Roccotelli fece qualcosa di completamente diverso.
Calciò con la rabona. E segnò.
La rabona è il gesto tecnico nel quale il giocatore colpisce il pallone incrociando la gamba utilizzata per il tiro dietro quella d’appoggio.
Una giocata che ancora oggi viene considerata spettacolare.
Figuriamoci in quegli anni.
Roccotelli e la rabona prima che diventasse di moda
Oggi siamo abituati a vedere la rabona nei video dei grandi campioni internazionali.
Decenni fa era tutt’altra storia.
Roccotelli ne aveva fatto quasi un marchio di fabbrica, tanto da essere ricordato ancora oggi proprio per quel particolare gesto tecnico.
E realizzarlo addirittura su un calcio di punizione rende l’episodio della gara contro la Juve Stabia ancora più particolare.
Non era una giocata fine a se stessa.
Il pallone terminò in rete.
Per questo il ricordo è rimasto nella memoria dei tifosi rossoneri e ha contribuito a trasformare Roccotelli in uno dei personaggi più particolari passati dal San Francesco.
Un gesto che raccontava perfettamente il calciatore: fantasia, coraggio e una tecnica fuori dal comune.
Dal tricolore al San Francesco
La carriera di Giovanni Roccotelli permette anche di comprendere quanto fosse diverso il calcio di quegli anni.
Un calciatore capace di far parte del Torino campione d’Italia poteva, qualche stagione più tardi, arrivare in una piazza come Nocera e mettere la propria esperienza al servizio della squadra rossonera.
E non per vivere gli ultimi anni di carriera da semplice comparsa.
Roccotelli lasciò realmente qualcosa.
Gol, assist, giocate e soprattutto ricordi.
Il pubblico molosso seppe apprezzarne le qualità e ancora oggi il suo nome continua a essere associato a quelle due stagioni vissute in rossonero.
Il re della rabona è una stella del passato
Ci sono calciatori ricordati per cento gol.
Altri per una promozione.
Altri ancora per una partita particolare.
Giovanni Roccotelli viene ricordato anche per un gesto.
Una rabona su calcio di punizione diventata una delle immagini più curiose tramandate dalla storia rossonera.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi soltanto a quell’episodio.
Dietro quella giocata c’era un calciatore che aveva conosciuto la Serie A, aveva fatto parte del Torino campione d’Italia 1975/76, aveva vestito maglie prestigiose e, arrivato a Nocera a 32 anni, aveva ancora abbastanza classe per conquistare il pubblico del San Francesco.
Due stagioni, dal 1984 al 1986, sufficienti per lasciare un’impronta.
E per entrare a pieno titolo nel nostro viaggio tra le stelle del passato della Nocerina.
Alessandro La Torraca
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