Taccuino Molosso del 20 agosto 2026“Il taccuino dei ricordi”

Il Taccuino segna che mancano poco più di due settimane all’inizio del campionato, due settimane o poco più che ci separano dall’ennesimo campionato tra i dilettanti; dopo la gioia della B è stato un calvario che chissà se accennerà a finire.
La Nocera calcistica si divide tra un discreto ottimismo e una freddezza che è sintomatica di una piazza ancora scottata da anni di delusioni, promesse farlocche e (diciamolo pure) di umiliazioni di vario tipo: è chiaro che non ci si meritava tutto questo.
Anche perché mai come negli ultimi anni si era risposto “presente” in maniera concreta : mai tanti sponsor, mai tanti abbonamenti, nemmeno negli anni d’oro.
Ma verrà quel benedetto 6 settembre, il giorno di Nocerina-Ebolitana, e per tutti sembrerà di tornare al primo giorno di scuola.
Anzi, alla prima partita al San Francesco.
Ed io me la ricordo la mia prima partita: mio padre mi aveva informato il giorno prima, avrei assistito al mio primo match dei rossoneri, la mia prima gara in uno stadio vero. Ero piccolo, non avevo ancora 8 anni e le partite le avevo viste solo alla tv.
Beh, c’era il Napoli di Maradona, il Milan degli olandesi, l’Inter dei tedeschi: diciamo che non me la passavo male.
E così grande fu la mia emozione in quel pomeriggio del 13 maggio 1990 quando la Nocerina affrontava il temibile Galatina ( che puntava alla vittoria del campionato) mentre noi aspiravamo ad una salvezza piuttosto sofferta.
Era il campionato di interregionale, mio padre mi portò nei distinti che, se non ricordo male, erano l’unico settore aperto ai tempi.
Finì 0-0, grande fu la delusione per non aver visto reti ma ancor più grande fu la sorpresa nello scoprire che allo stadio non c’era la telecronaca dal vivo, cosa che ingenuamente la mia fantasia da bambino aveva dato per scontato.
Poi vennero gli anni di Albani e le favolose vittorie del San Paolo e poi di del Neri, poi arrivò Maglione ed il sogno della B.
La Juventus, gli anni del Capitano Andrea Pallanch, poi D’Agosto a salvare una Nocerina piena di debiti ed a sfiorare ancora una volta la B con Simonelli e lo spareggio di Ancona.
E poi retrocessioni, ripescaggi, “miett a Cavallar”, le dolorose scomparse di ultras troppo giovani (il mio pensiero personale va sempre al mio caro amico Claudio oltre che a tutti gli altri), finalmente la serie B, Evacuo, la fine di tutto.
E poi una rinascita che non si è mai realmente compiuta: cambi di proprietà, americani, inglesi, maltesi, giocatori indegni, addirittura una salvezza in extremis che evita la
gogna del ritorno in eccellenza.
Ed ora eccoci qua: una nuova era (che si spera sia nuova sul serio) che promette bene ma in cui ci si dovrà impegnare ancora tanto per realizzare quanto promesso.
Sì è parlato di aria nuova, di programmi ben delineati, di evitare eccessivi protagonismi (o eccessive sfilate, come qualcuno polemicamente ha sottolineato da anni), di camminare tutti uniti , a testa bassa e senza le solite voci che si chiamano “di corridoio” o di “radio marciapiede” ma che sarebbe meglio definire “interne” di chi (come diciamo noi campani) non si tiene un cecio in bocca.
La domanda sorge spontanea: fanno bene queste persone ad una società che si proclama seria, del lavoro e del basso profilo?
La risposta pare scontata: al Presidente Vicidomini ed al responsabile della comunicazione Ferrigno il compito di limare, correggere, se necessario cambiare.
Perché il risultato sportivo, passa anche da qui: l’unione seria tra tutte le componenti, stampa compresa.
Deontologicamente parlando, buon lavoro a tutti dal Taccuino più Molosso che c’è.
Carlo “Charlie” D’Agosto
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