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Le stelle del passato: Vincenzo Lamia Caputo, il centrocampista goleador della Nocerina 1986/87

Pubblicato il 21 Agosto 2026 alle 18:47

Prosegue il viaggio di NocerinaLive nella memoria rossonera con “Le stelle del passato”, la rubrica dedicata ai calciatori che hanno lasciato un’impronta nella storia della Nocerina.

ApprofondisciLeggi anche rosa della Nocerina.

Dopo aver ricordato Giovanni Roccotelli, il re della rabona, oggi torniamo alla stagione 1986/87 per raccontare Vincenzo Lamia Caputo, uno dei protagonisti offensivi di quella formazione.

Un centrocampista con caratteristiche spiccatamente offensive, capace di saltare l’uomo, inserirsi negli spazi e soprattutto trovare la porta con una continuità sorprendente: 23 presenze e 8 gol, il suo miglior rendimento realizzativo in un singolo campionato.

Da Trani al calcio professionistico

Nato a Trani il 16 marzo 1958, Vincenzo Lamia Caputo era un giocatore di 1,70 metri, utilizzabile come centrocampista offensivo e soprattutto come ala sinistra.

Le sue caratteristiche erano prevalentemente tecniche.

Palla al piede sapeva puntare l’avversario, cambiare ritmo e attaccare gli spazi. Non era il classico centrocampista incaricato esclusivamente di costruire la manovra, ma un elemento capace di accompagnare costantemente l’azione e trasformarsi in un attaccante aggiunto.

Nel corso della carriera cambiò numerose società, vivendo esperienze differenti nel calcio professionistico italiano.

Gli anni di Serie B con il Palermo

Tra le tappe più prestigiose del suo percorso c’è sicuramente il Palermo.

Lamia Caputo veste la maglia rosanero in Serie B all’inizio degli anni Ottanta e riesce a ritagliarsi uno spazio significativo.

Nella stagione 1980/81 colleziona 23 presenze e realizza una rete. Nell’annata successiva aumenta ulteriormente il proprio impiego, disputando 28 partite e segnando ancora un gol.

Quello di Palermo rappresenta probabilmente il periodo nel quale riesce a confrontarsi con maggiore continuità con un campionato di alto livello.

Un’esperienza importante che gli permette di accumulare un bagaglio tecnico e tattico che qualche anno più tardi porterà anche a Nocera.

La Nocerina 1986/87

Lamia Caputo arriva alla Nocerina nella stagione 1986/87.

I rossoneri sono impegnati nel girone B della Serie C1 e vengono allenati da Beniamino Cancian.

Quella squadra presenta diversi nomi interessanti.

Tra i compagni di Lamia Caputo troviamo anche Aldo Firicano, altro protagonista della nostra rubrica, e un giovanissimo Angelo Di Livio, destinato negli anni successivi a costruire una grandissima carriera con Juventus e Nazionale.

Ma se si guarda alla produzione offensiva di quella Nocerina, un nome emerge su tutti.

Quello di Vincenzo Lamia Caputo.

23 presenze e 8 gol: il miglior marcatore rossonero

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Lamia Caputo disputa 23 partite di campionato e realizza 8 reti.

Un dato ancora più significativo se consideriamo che non si trattava di un centravanti puro.

Con quelle otto marcature diventa infatti il miglior realizzatore della Nocerina nel campionato 1986/87, precedendo Simone Mainardi, fermatosi a sei.

Per Lamia Caputo rappresenta anche il miglior bottino realizzativo ottenuto in una singola stagione durante la propria carriera.

Nocera diventa dunque il luogo nel quale riesce probabilmente a esprimere nel modo più efficace la propria capacità di accompagnare l’azione e attaccare la porta.

Gol pesanti e una doppietta a Cosenza

Le otto reti non arrivarono tutte in partite prive di significato.

Lamia Caputo riuscì più volte a incidere direttamente sui risultati della squadra.

Tra i momenti più significativi c’è la doppietta realizzata sul campo del Cosenza, nella vittoria esterna della Nocerina per 3-0.

Segnò anche contro la Reggina, il Barletta, il Campania, il Siena e il Teramo.

Una distribuzione delle reti che testimonia continuità.

Non un exploit isolato, quindi, ma una presenza costante nella fase offensiva rossonera.

Per un calciatore che partiva prevalentemente da una posizione più arretrata rispetto agli attaccanti, chiudere il campionato a quota otto rappresentava un risultato di assoluto rilievo.

Dribbling e inserimenti: un giocatore difficile da leggere

I tifosi molossi che vissero direttamente quella stagione ricordano soprattutto le caratteristiche tecniche di Lamia Caputo.

Era un giocatore rapido nello stretto e dotato di una buona capacità di dribbling.

Ma una delle qualità più preziose era probabilmente la capacità di capire quando abbandonare la propria posizione per inserirsi all’interno della difesa avversaria.

Ed è proprio attraverso questi movimenti che riusciva spesso a presentarsi in zona gol.

Oggi probabilmente verrebbe definito un esterno offensivo o un centrocampista d’inserimento.

All’epoca, al di là delle definizioni tattiche, per gli avversari rappresentava soprattutto un problema difficile da controllare.

Una stagione rimasta nella memoria

La Nocerina chiuse quel campionato di Serie C1 a metà classifica, ma la stagione 1986/87 conserva ancora oggi diversi motivi di interesse.

C’era il giovanissimo Firicano che avrebbe poi raggiunto la Serie A.

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C’era Angelo Di Livio, destinato a vincere tutto con la Juventus e a vestire la maglia della Nazionale italiana.

E c’era Vincenzo Lamia Caputo, che proprio a Nocera disputò una delle stagioni individualmente più prolifiche della propria carriera.

Tre percorsi completamente differenti che per un anno si incrociarono sotto gli stessi colori.

Gli ultimi anni della carriera

Dopo l’esperienza rossonera, Lamia Caputo continua a giocare ancora per alcune stagioni.

Il suo percorso lo porta anche alla Rondinella Marzocco Firenze, una delle ultime tappe della carriera professionistica.

All’inizio degli anni Novanta arriva quindi il momento di lasciare il calcio giocato.

Rimangono le diverse maglie indossate, gli anni trascorsi nel professionismo e soprattutto quella stagione vissuta a Nocera.

Otto gol per entrare nei ricordi del popolo molosso

Non bisogna necessariamente trascorrere dieci anni nella stessa squadra per lasciare un ricordo.

A volte basta una stagione particolarmente significativa.

Per Vincenzo Lamia Caputo, quella stagione fu il 1986/87.

Ventitré presenze.

Otto reti.

Il titolo di miglior marcatore rossonero del campionato.

E soprattutto un modo di giocare fatto di tecnica, dribbling e inserimenti che i tifosi dell’epoca non hanno dimenticato.

Quasi quarant’anni dopo, quei numeri e quei ricordi meritano ancora di essere raccontati.

Vincenzo Lamia Caputo è un’altra delle stelle del passato della Nocerina.

Alessandro La Torraca

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