LA FIABA DELLA PRIMA VOLTA IN SERIE B DELLA NOCERINA

Le fiabe raccontano sempre di difficoltà, coraggio e vittorie. Questa favola inizia così: c’era una volta un campo di calcio nella periferia romana, il Motovelodromo Appio. In quel rettangolo verde, oltre ai calciatori, correvano anche le speranze di un’intera città.
I protagonisti erano giovani audaci chiamati “Molossi”. Li chiamavano così perché affrontavano ogni partita con tanto ardore e coraggio da sembrare feroci guerrieri. Non indossavano armature, ma fieri colori rossoneri, e non sfidavano draghi, bensì squadre avversarie, inseguendo un pallone per realizzare il loro sogno.
I nostri eroi avevano già sconfitto tante squadre, battendo avversari come Turris, Afragola, Stabia, Portici, Nola, Gragnano e molti altri nella lunga marcia chiamata “Lega Interregionale Sud”. Ma il destino li sfidò ancora, mettendoli di fronte ad Audace Monopoli, Benevento e Messina nelle temibili “Finali di Lega”.
Giunse così il giorno decisivo. Era il 7 agosto 1947, un caldo giovedì romano. Al Motovelodromo Appio, undici giovani nocerini si preparavano a scrivere la storia. I loro nomi erano Mario Busidoni, Renato Cipriani, Giuseppe D’Acunto, Giuseppe D’Avino, Antonio Debbia, Aldo De Fazio, Renato Ferrarese, Remo Galli (allenatore e calciatore), Armando Longhi, Oberdan Marchionni, Gildo Montagner, Arnando Palma, Luca Piccioni, Luigi Rei, Giuseppe Traverso e Salvatore Vitolo.
Davanti a loro, undici ragazzi venuti da Monopoli, determinati a negare il sogno. In palio c’era qualcosa di straordinario: la Serie B.
Circa duemila tifosi giunti da Nocera riempirono lo stadio col loro incitamento. I Molossi non delusero: Marchionni segnò subito, Palma realizzò una doppietta, e infine Galli mise il sigillo. Il risultato finale fu 4-1, e per la prima volta nella storia, la Nocerina raggiunse la Serie B.
Ma la loro avventura non era finita. Il destino gli pose davanti nuove sfide: Audace Monopoli, Benevento, Giostra Messina, Turris e Messina in un girone che le persone chiamavano: “Finali di Lega”.
Da quel giorno, generazioni intere hanno tramandato la memoria dei loro eroi rossoneri. E proprio come nelle più belle favole, anche questa finì nel modo migliore: un’intera città poté finalmente gridare al mondo che i suoi ragazzi ce l’avevano fatta.
E vissero tutti, davvero tutti, felici e contenti.
Articolo di Francesco Belsito — prima pubblicazione 2019”;
– inseriamo Aggiornato nel 2025 con contributi redazionali di Michele Sessa”
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