Le stelle del passato: Mino Bizzarri, il centravanti della Nocerina 1987/88

Prosegue il viaggio di NocerinaLive nella memoria rossonera con “Le stelle del passato”, la rubrica dedicata ai calciatori che, in epoche differenti, hanno lasciato una traccia nella storia della Nocerina.
Un percorso iniziato con Roberto Chiancone, il recordman della Nocerina e proseguito, tra gli altri, con Aldo Firicano, dalla Nocerina al gol europeo contro la Juventus.
Dopo aver raccontato Gaetano Musella, il genietto offensivo che accese la Nocerina, restiamo nella stagione 1987/88 per concentrarci su un altro protagonista di quella formazione: Girolamo “Mino” Bizzarri.
Centravanti della squadra allenata da Vincenzo Montefusco, Bizzarri rappresentava il riferimento offensivo di un reparto che ancora oggi molti tifosi molossi ricordano con particolare piacere.
Mino Bizzarri, il centravanti della Nocerina
Classe 1967, Bizzarri arriva a Nocera ancora giovanissimo ma mostra subito le caratteristiche del centravanti vero.
Presenza in area di rigore, capacità di proteggere il pallone, senso della posizione e soprattutto una naturale predisposizione alla conclusione.
Nella Nocerina 1987/88 il suo compito era abbastanza chiaro: occupare la zona centrale dell’attacco e finalizzare il lavoro costruito dai compagni.
Alle sue spalle poteva contare sulla fantasia di Gaetano Musella, mentre Paolo Gregoric completava il reparto offensivo agendo prevalentemente come seconda punta e garantendo movimento soprattutto sul versante destro.
Tre giocatori differenti per caratteristiche, ma capaci di completarsi.
29 presenze e 8 gol in rossonero
Bizzarri chiude quella stagione con 29 presenze e 8 reti in campionato con la maglia rossonera.
Numeri importanti per un attaccante di appena vent’anni e che rappresentavano soltanto l’inizio di quella che sarebbe diventata una lunghissima carriera nel calcio professionistico.
A Nocera comincia infatti a emergere quella confidenza con il gol che accompagnerà Bizzarri per gran parte del suo percorso.
Il San Francesco gli permette inoltre di confrontarsi con una piazza passionale ed esigente, accumulando esperienza e responsabilità in un campionato particolarmente competitivo come quello di Serie C1.
Musella, Bizzarri e Gregori: un tridente rimasto nella memoria
Per comprendere l’importanza di Bizzarri all’interno di quella squadra bisogna soffermarsi proprio sulla composizione del reparto offensivo.
Musella era il fantasista, l’uomo incaricato di accendere la manovra attraverso tecnica e intuizione.
Bizzarri rappresentava invece il riferimento centrale, il centravanti chiamato ad attaccare la profondità e soprattutto l’area di rigore.
Gregoric completava il reparto grazie alla propria mobilità e alla capacità di partire anche da una posizione più defilata.
Una struttura offensiva che i tifosi rossoneri più maturi ricordano ancora oggi.
E non è casuale che, dopo aver dedicato il precedente appuntamento proprio a Musella, la nostra rubrica continui raccontando il centravanti che giocava davanti a lui.
Dopo Nocera comincia una lunga scalata
L’esperienza con la Nocerina rappresenta soltanto uno dei primi capitoli della carriera di Bizzarri.
Negli anni successivi veste numerose maglie e costruisce un percorso importante soprattutto tra Serie C e Serie B, confermando praticamente ovunque una caratteristica ben precisa: il rapporto con il gol.
Nel corso della carriera indossa, tra le altre, le maglie di Casertana, Siracusa, Reggina, SPAL, Cesena, Brescia, Ravenna, Modena, Pistoiese e Reggiana.
È soprattutto nelle categorie professionistiche che il nome di Mino Bizzarri diventa quello di un centravanti conosciuto e apprezzato.
Un attaccante concreto, capace di occupare l’area e trasformare in gol il lavoro della squadra.
I gol con la SPAL e l’approdo in Serie B
Tra le esperienze più prolifiche della sua carriera c’è quella con la SPAL.
Bizzarri riesce a trovare continuità e soprattutto tantissime reti, dimostrando di essere ormai uno degli attaccanti più affidabili della categoria.
Le prestazioni gli consentono di guadagnarsi progressivamente palcoscenici ancora più importanti.
Arriva così stabilmente in Serie B, dove conferma di poter essere competitivo anche nel campionato cadetto.
Con il Cesena, nella stagione 1995/96, riesce ancora una volta a mettere a disposizione della squadra esperienza, fisicità e capacità realizzativa.
Ma una delle soddisfazioni più importanti della sua carriera deve ancora arrivare.
Brescia, 11 gol e la promozione in Serie A
Nella stagione 1996/97 Bizzarri indossa la maglia del Brescia.
La formazione lombarda disputa un grande campionato e conquista il primo posto in Serie B, ottenendo la promozione nella massima categoria.
Il contributo dell’ex centravanti rossonero è importante.
Bizzarri realizza 11 reti, partecipando direttamente alla cavalcata che porta le Rondinelle in Serie A.
A trent’anni arriva così uno dei premi più prestigiosi di una carriera costruita passo dopo passo.
Dalla Serie C1 con la Nocerina fino al massimo campionato italiano.
Il debutto e i gol in Serie A
Bizzarri riesce quindi a realizzare quello che per qualsiasi calciatore rappresenta un sogno.
Giocare in Serie A.
Nella stagione successiva disputa 8 partite nella massima categoria con il Brescia e riesce anche a mettere a segno 3 reti.
Un risultato tutt’altro che banale per un attaccante che aveva costruito la propria carriera lontano dai riflettori, guadagnandosi ogni avanzamento di categoria attraverso prestazioni e gol.
Ripensando alla sua esperienza di Nocera, quella stagione 1987/88 assume così un significato ancora più particolare.
Quel giovane centravanti rossonero sarebbe riuscito, meno di dieci anni più tardi, ad arrivare fino alla Serie A.
Una carriera costruita a suon di gol
La caratteristica principale della lunga carriera di Bizzarri rimane inevitabilmente la capacità realizzativa.
Categoria dopo categoria, squadra dopo squadra, il centravanti riesce a costruire numeri importanti e a diventare uno dei classici attaccanti del calcio professionistico italiano degli anni Ottanta e Novanta.
Un percorso sviluppato senza scorciatoie.
Prima la gavetta, poi l’affermazione in Serie C, quindi la Serie B e infine il massimo campionato.
E dentro questa lunga storia c’è anche una stagione con la maglia della Nocerina.
29 partite e 8 gol che ancora oggi fanno parte del suo legame con i colori rossoneri.
Dopo il campo, la panchina
Conclusa la carriera da calciatore, Bizzarri decide di rimanere nel mondo del pallone.
Come accaduto a tanti ex professionisti della sua generazione, intraprende infatti il percorso da allenatore, cercando di trasferire ai propri giocatori l’esperienza accumulata durante tanti anni trascorsi sui campi italiani.
Una scelta quasi naturale per chi ha fatto del calcio la propria vita.
Il centravanti di quella Nocerina 1987/88
La storia di Mino Bizzarri rappresenta perfettamente lo spirito di “Le stelle del passato”.
Non soltanto ricordare i calciatori rimasti per tantissimi anni a Nocera, ma riscoprire anche quei protagonisti che hanno attraversato il San Francesco durante una fase della loro carriera e che successivamente sono riusciti a raggiungere traguardi importanti.
Bizzarri arrivò giovanissimo, segnò 8 gol, condivise l’attacco con Gaetano Musella e Paolo Gregoric e, qualche anno più tardi, arrivò fino alla Serie A.
Per chi visse quella stagione, però, rimane prima di tutto Mino Bizzarri, il centravanti della Nocerina 1987/88.
Un altro nome da ricordare.
Un’altra pagina della storia molossa.
Un’altra stella del passato rossonero.
Alessandro La Torraca
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