Le stelle del passato: Paolo Bocchinu, il numero 10 che accendeva il San Francesco

Prosegue il viaggio di NocerinaLive nella memoria rossonera con “Le stelle del passato”, la rubrica dedicata ai calciatori che hanno lasciato un segno nella storia della Nocerina.
Dopo aver ricordato Sergio Maddè, l’uomo dei cinque rigori e Lorenzo Battaglia, il talento che fece sognare il San Francesco, oggi i riflettori si accendono su Paolo Bocchinu, uno di quei calciatori che i tifosi ricordano soprattutto per la qualità del suo piede e per la sensazione che, con il pallone tra i piedi, potesse sempre inventare qualcosa.
Genovese, classe 1957, Bocchinu era un centrocampista offensivo, un autentico numero 10, capace di illuminare il gioco con un passaggio, una giocata improvvisa o un’invenzione personale.
Un fantasista vero
Bocchinu non era il classico giocatore muscolare o di quantità.
Il suo calcio era fatto di tecnica, visione di gioco e fantasia. Sapeva smarcarsi per ricevere palla, alzare la testa e trovare i compagni con lanci anche di trenta o quaranta metri, ma allo stesso tempo era capace di rompere l’equilibrio con una giocata personale.
Era quel tipo di calciatore che rendeva più bello andare allo stadio.
Non a caso, nel ricordo di molti tifosi molossi, resta uno di quei giocatori per cui “valeva il prezzo del biglietto”, definizione che NocerinaLive ha già utilizzato nel ritratto dedicato a Paolo Bocchinu, emblema del calciatore dotato di tecnica e fantasia.
Due stagioni in rossonero
Paolo Bocchinu vestì la maglia della Nocerina nelle stagioni 1981/82 e 1982/83, entrambe in Serie C1.
Il bilancio complessivo parla di 55 presenze e 6 reti in campionato: 30 partite e 4 gol nel primo anno, 25 presenze e 2 reti nel secondo.
Numeri buoni, ma che raccontano solo una parte del suo contributo.
Perché Bocchinu non era soltanto un uomo da statistiche. Era soprattutto un giocatore che sapeva dare un’identità tecnica alla squadra, alzare il livello della manovra e rendersi protagonista nei momenti in cui serviva inventare.
La stagione 1981/82 e i gol pesanti
Il primo anno a Nocera è quello in cui lascia il segno con maggiore continuità anche in zona gol.
Tra le reti più significative c’è quella realizzata nel 2-0 al Livorno del 20 dicembre 1981, una vittoria importante al San Francesco. Un altro gol pesante arrivò il 31 gennaio 1982, quando Bocchinu firmò la rete decisiva nell’1-0 contro il Campobasso.
Sono episodi che aiutano a capire bene il suo peso specifico.
Non era un fantasista fine a sé stesso, uno di quelli belli da vedere ma poco concreti. Al contrario, Bocchinu sapeva incidere e quando la partita lo richiedeva riusciva anche a lasciare la propria firma sul tabellino.
Il giocatore che faceva immaginare la giocata
C’è una frase che più di altre restituisce il senso del suo calcio: quando il pallone arrivava a Bocchinu, sugli spalti si aveva sempre la sensazione che potesse accadere qualcosa.
Un filtrante improvviso.
Un cambio di gioco preciso.
Un’incursione personale.
Oppure un tiro da posizione meno prevedibile.
Era questo il suo marchio di fabbrica, ed è probabilmente per questo che il suo ricordo è rimasto così vivo tra chi lo vide giocare con la maglia rossonera.
Due stagioni bastate a lasciare il segno
La sua avventura alla Nocerina non durò moltissimi anni, ma fu sufficiente per entrare nel cuore dei tifosi.
Bocchinu seppe infatti rappresentare perfettamente una categoria di calciatori molto amata dal pubblico: quella dei giocatori raffinati, intelligenti e creativi, capaci di unire estetica e utilità.
Non sempre i numeri 10 riescono a lasciare un ricordo forte, soprattutto se la loro carriera non esplode ai massimi livelli. Eppure a Nocera il nome di Paolo Bocchinu è rimasto associato proprio a quell’idea di calcio elegante e ispirato che sa ancora far battere il cuore ai nostalgici.
Un talento che meritava forse di più
La bozza di partenza lo suggeriva e il concetto può essere ripreso anche oggi: probabilmente Paolo Bocchinu avrebbe meritato una carriera ancora più luminosa per il talento che possedeva.
Ma il calcio, si sa, non sempre premia nella stessa misura qualità tecniche e percorso professionale.
A Nocera, però, questo conta fino a un certo punto.
Perché il popolo molosso conserva memoria soprattutto di ciò che un calciatore riesce a trasmettere indossando quella maglia. E Bocchinu, con il suo stile e i suoi colpi, riuscì a trasmettere molto.
Paolo Bocchinu, una stella del passato rossonero
Paolo Bocchinu non è ricordato soltanto per le 55 presenze e 6 gol in campionato.
È ricordato per la sua classe, per i suoi passaggi illuminanti, per il modo in cui riusciva a dare fantasia alla manovra rossonera e per quella sensazione, semplice ma bellissima, che qualcosa potesse nascere ogni volta che toccava il pallone.
In fondo è proprio questo che distingue certi calciatori dagli altri.
Non solo ciò che fanno.
Ma come riescono a farlo.
Ed è per questo che, ancora oggi, Paolo Bocchinu merita pienamente un posto tra le stelle del passato della Nocerina.
Alessandro La Torraca
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