Continua il nostro viaggio nella storia molossa, un cammino che riporta la Nocerina agli anni in cui il calcio italiano cercava ancora la sua forma. È il 1923, presidente Salvatore Buonocore: i rossoneri si iscrivono al campionato regionale di Seconda Divisione, l’equivalente di una Serie B ante litteram (oggi raccontata anche nella nostra rubrica sulle squadre che hanno partecipato alla Serie B), mentre la Prima Divisione rappresenta la vetta del movimento.
La Nocerina sceglie la strada dell’audacia: squadra giovane, idee chiare. In porta c’è Bartoli Ugo, sicuro e regolare; davanti a lui uomini tosti e generosi come Bove Bruno e i fratelli Fruggeri, con il maggiore, Alfredo, che indossa la doppia veste di guida tecnica e calciatore. In mezzo al campo Vitagliano detta i tempi, intorno si muovono compagni affidabili come Molinari, Ferrentino e Iannone; davanti Torre e Fiore cercano la porta con convinzione. La formazione tipo scivola sulla lavagna senza esitazioni: Bartoli; Fruggeri I, Petrosino I; Bove B, Molinari, Ferrentino; Iannone, Vitagliano, Torre, Fiore, Fruggeri II.
L’impatto è di quelli che restano: all’esordio il Resurgo viene travolto sei a zero, con Bruno e Fruggeri II in doppietta e le firme di Vitagliano e Torre a completare il tabellino. Alla seconda giornata, davanti alla propria gente al vecchio Piazzale d’Armi, la Nocerina piega la Scafatese due a uno: segna Torre, colpisce ancora Vitagliano e, in quell’unico pomeriggio stonato per la retroguardia, arriva anche l’unico gol subìto in tutto il campionato.
Da lì in avanti è un cammino quasi perfetto: undici vittorie su dodici partite e un solo pareggio, in trasferta, contro la Pompeiana. Trentatré reti realizzate, una sola incassata: numeri che raccontano solidità, freschezza e un’idea precisa di calcio. Il tutto con un fardello iniziale pesante, quattro punti di penalità per la mancata presentazione allo spareggio di Bagnoli nella stagione precedente. Nonostante ciò, la classifica del girone B di Seconda Divisione si chiude con i rossoneri in testa a 19 punti, poi Portici 14, Fortitudo 12, Scafatese 12, Pompeiana 12, Golardo 11, Resurgo a zero. Per capire il clima acceso dell’epoca, basta sfogliare certe cronache di quei giorni.
Il primo posto spalanca agli uomini di Buonocore la porta degli spareggi interregionali. La Nocerina batte il Portici due a zero, prosegue sul neutro contro il Pro Formia vincendo uno a zero con la zampata di Fiore e si presenta alla finale contro il Santa Lucia, squadra napoletana. I pronostici sono dalla parte rossonera, ma il calcio resta il gioco dell’imprevisto: una giornata storta di Bartoli, due disattenzioni e il lungo record d’imbattibilità (1029 minuti) che si ferma proprio quando nessuno lo avrebbe immaginato. La Nocerina perde la partita decisiva e, con essa, il salto di categoria.
Nota redazionale: articolo rielaborato in originale da NocerinaLive su dati d’epoca e informazioni interne.


